L’aspetto Metafisico del Sé inferiore

di Fabrizio Ruta

 

È mia intenzione inquadrare la Core-energetica in una visione più ampia, nell’ambito di un contesto metafisico.

Da questo punto di vista, si può affermare che Lucifero raffigura il Sé inferiore della creazione e la materia rappresenta la maschera perché nasconde la vita divina (Sé superiore) che è da lei occultata. È lo stesso pensiero che fa affermare agli yogi che il mondo visibile è maya, cioè illusione. Nel loro insieme Lucifero, la creazione e Dio formano un’unità coerente. Anche nel nostro corpo si può trovare una divisione simile. Infatti la zona sotto il diaframma rappresenta l’inferno, la nostra parte “sporca” che contiene gli impulsi sessuali, gli istinti, le passioni distruttive, l’elaborazione del cibo, l’eliminazione… La zona del petto “contiene” Dio poiché è la sede dell’amore. Infine, la testa rappresenta l’uomo visto che tendiamo ad identificarci con i nostri pensieri. Ora, non è forse scritto nella Genesi che l’uomo è fatto a “immagine e somiglianza di Dio?” D’altronde Lucifero – il cui nome deriva dal latino e significa “portatore di luce” – non è il nemico di Dio, ma un angelo decaduto dal paradiso e destinato nel futuro a pentirsi e reintegrarsi nell’Unica Energia Divina.

Ugualmente la nostra parte distruttiva individuale, il nostro personale Satana interiore è solamente pura energia originale distorta.

Quelli che noi chiamiamo difetti, vizi, peccati, corruzioni non sono altro che “qualità decadute”, “angeli oscuri” destinati a tornare ad essere – una volta purificati – qualità positive. Per portare un esempio concreto su base simbolica sarebbe come dire che “se l’acqua rappresentasse l’amore, l’odio sarebbe ghiaccio!”.

 

Ricapitolando abbiamo:

Maschera: materia fisica manifesta

Sé inferiore: Lucifero

Sé superiore: Dio propriamente detto

 

Del resto, basterebbe prendere i famosi 7 peccati capitali della Chiesa cattolica (invidia, accidia, ira, avarizia, lussuria, gola e superbia) e “rovesciarli” per capire quanto luce e ombra siano due facce della stessa medaglia per arrivare a scoprire quanta luce esiste e vibra nell’ombra… Potremmo così comprendere che ogni cosa, fenomeno o aspetto dell’esistenza possiede una doppia natura, il polo luminoso e quello oscuro dei 7 peccati capitali:

 

Invidia (ombra) - Ammirazione (luce)

Accidia (Pigrizia) (ombra) - Riposo, lasciarsi andare (luce)

Ira (ombra) - Forza (luce)

Avarizia (ombra) - Risparmio (luce)

Lussuria (ombra) - Piacere dei sensi (luce)

Superbia (ombra) - Valore di sé (luce)

Gola (ombra) - Piacere del mangiare (luce)

 

Così accade che, combattendo e fuggendo i “peccati”, non possiamo neanche aprirci alle possibilità e alle qualità presenti nel loro intrinseco aspetto positivo.

Cosa succederebbe a non avere le qualità-peccati su descritte? Senza una “gola sana” ci sarebbe l’anoressia (e non sapremmo gustare il piacere del cibo e della convivialità);

senza la “sana pigrizia” passeremmo tutto il tempo nell’efficienza, nel produrre, nel fare (e non conosceremmo il rilassamento e la contemplazione);

senza una “sana ira” non saremmo capaci di dire “no” e quindi non riusciremmo a porre limiti e confini per farci rispettare;

senza una “sana lussuria” non faremmo più figli e non godremmo della gioia dei sensi;

senza una “sana superbia” non potremmo neanche valorizzare noi stessi e le nostre qualità e non sentiremmo il diritto di essere apprezzati;

senza una “sana avarizia” non avremmo la capacità di risparmiare e dare il giusto valore al denaro;

senza una “sana invidia” non saremmo capaci di provare ammirazione per le persone più evolute di noi e non proveremmo l’impulso a seguire il loro esempio luminoso.

Se si distrugge un aspetto della vita si annulla anche il suo opposto: se tutte le donne scomparissero dalla faccia della terra, in breve tempo anche l’uomo non esisterebbe più sul pianeta. Se non ci fosse più la notte ma solo il giorno, accadrebbero molti squilibri nella nostra vita.

Se non ci fosse il bianco delle pagine non potremmo leggere le parole di inchiostro nero sui libri, senza il codice binario i computer non esisterebbero… Cosa possiamo dunque imparare da quanto detto finora? Ad accettare la vita così com’è, a non combatterla, a dirci ”tutto è cosi come deve essere ed ogni cosa sta accadendo nel migliore dei modi”.

Il male non esiste in quanto tale ma solo come assenza temporanea di luce!

 

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