La storia

 

 

“Le origini del tantra risalgono al 2000 avanti Cristo circa, quando gli Harappei popolarono la valle dell’Indo. Questa popolazione godeva di un notevole benessere e mostrava uno spiccato amore per le arti. La società degli Harappei era di tipo matriarcale. La principale preoccupazione degli Harappei era di vivere nel benessere, e ogni loro abitazione era dotata di almeno un bagno (!). A questo proposito è utile ricordare che anche nella piazza della capitale, Mohenjo-Daro, l’edificio dominante non era una torre o un tempio, bensì una grande piscina – un vero monumento al benessere. Nelle culture matriarcali la donna occupa un posto d’onore, tanto nella vita profana, come nella religione – che è incentrata sulla Dea Madre. La figura femminile domina i santuari. Braccia aperte, gambe divaricate, ella si offre all’adorazione.

E’ da segnalare anche l’uso degli Harappei di porre un grande letto nella stanza principale delle case. Era il letto della padrona di casa, e lì – nella stanza principale,nel salotto – si celebrava l’atto amoroso. Il Tantra ebbe il suo periodo di maggior fioritura tra il X e il XII secolo dopo Cristo, nel nord dell’India e fu subito soppresso, con il prevalere della religione islamica. Sopravvisse tuttavia in scuole segrete, specie nel Bengala e nell’Assam, e qui stabilì rapporti fruttuosi con la Cina, dove si era formata la seconda grande scuola della sessualità consapevole, quella taoista. In Tibet, invece, al riparo dagli influssi degli altri popoli, il Tantra poté esprimersi alla luce del sole, sposandosi con il Buddismo e il Bon, l’antica religione sciamanica. I secoli successivi furono secoli di decadenza per il tantra in India, e soltanto dopo la rivoluzione sessuale degli anni settanta e l’emancipazione della donna in Occidente, si preparò il terreno per la riscoperta dell’unione del piacere con la spiritualità”.

 

Tratto da “tantra” di E. e M. Zadra, Ed. Mondatori.

 

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